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Eurostat: disoccupazione stabile al 7,3% nell'area euro nel mese di giugno 2008
Il tasso di disoccupazione dell'area euro a giugno 2008 resta fermo al 7,3%, invariato rispetto a quello registrato nel mese di maggio e più basso dello 0,1% rispetto a quello di giugno 2007. Nell'Ue27 si è registrata una disoccupazione al 6,8% per il mese di giugno 2008. Sono i dati pubblicati oggi dall'Eurostat. Il Paese con il tasso di disoccupazione minore si conferma sempre la Danimarca (2,6%), mentre quello il tasso più elevato è stato la Spagna (10,7%), che ha registrato anche il più alto livello di disoccupazione giovanile (24,1%). La disoccupazione a giugno 2008 è stata del 5,5% negli Stati Uniti e del 4,1% in Giappone.
Fonte:helpconsumatori.it
Pechino 2008, la Cina rimuove la censura a internet
In seguito alle proteste internazionali, la Cina ha acconsentito a rimuovere la censura imposta ad alcuni siti internet. Sono tornati accessibili i siti della Bbc, di Wikipedia, dell'emittente americana Radio Free Asia e del quotidiano di Hong Kong critico nei confronti della Cina 'Apple Daily' che erano stati bloccati in vista delle Olimpiadi.
Il Comitato organizzatore dei Giochi di Pechino ha inoltre garantito facilitazioni per l'accesso al web della stampa estera accreditata a seguire l'evento. Al di fuori del media centre restano comunque off limits molti website.
Nel corso di un incontro con un primo gruppo di giornalisti stranieri, il presidente cinese Hu Jintao ha avvertito di "non politicizzare" i Giochi. Farlo, ha affermato Hu, "sarebbe il contrario dello spirito olimpico oltre che dell'aspirazione condivisa in tutto il mondo". E' inevitabile che popoli di diversi Paesi e nazioni abbiano vedute differenti, ha aggiunto il presidente cinese, ma tali differenze possono essere superate solo con il dialogo e in condizioni di parità.
Al gruppo di circa 24 giornalisti che hanno partecipato all'incontro era stato precisato che potevano fare una sola domanda a testa; a chi intendeva sollevare la questione del Tibet, dei diritti umani o dei siti internet censurati non è stata data l'opportunità di fare la domanda.
Fonte:adnkronos.com
IVA. Detrazione possibile anche per beni e servizi non effettivamente utilizzati
L’IVA si può detrarre anche se i beni e servizi destinati ad essere impiegati per operazioni che danno diritto a detrazione non sono effettivamente utilizzati. Il diritto alla detrazione sorge quando l’imposta diventa esigibile e può essere esercitato entro il termine di presentazione della dichiarazione del secondo anno successivo a quello in cui è sorto il diritto alla detrazione, il quale deve comunque essere esercitato alle condizioni esistenti al momento della sua nascita.
È quanto stabilito dall’Agenzia delle Entrate in risposta ad un interpello di un Comune che aveva rinnovato la concessione dei servizi di distribuzione del gas. L’Agenzia ha inoltre precisato che il Comune può compensare il credito IVA, mediante F24, con le ritenute sui redditi da lavoro autonomo e da lavoro dipendente, con le ritenute operate per le addizionali comunale e regionale dell’IRPEF e con l’IRAP.
Fonte:ipsoa.it
Anoressica interdetta dalla famiglia, primo caso in Italia
Una 33enne torinese, malata di anoressia nervosa, è il primo caso di interdizione per questa malattia: non può comprare ad esempio una casa, o firmare assegni, ma soprattutto non può sottrarsi alle cure, salvavita si potrebbe dire, visto che pesa solo 28 chili.
L’interdizione è stata richiesta dalla famiglia, sua tutrice sarà la sorella maggiore. «L’interdizione per altre malattie mentali - spiega il docente di psicopatologia forense a Torino Ugo Fornari - è relativamente diffusa. Ma credo che questo sia il primo caso di applicazione di un provvedimento così estremo, a mio parere legittimo, legato all’anoressia nervosa. Dobbiamo sgombrare il campo da equivoci - puntualizza Fornari – L’interdizione non è più come ai tempi dei manicomi, quando era un castigo di Dio e rappresentava l’emarginazione e l’esclusione a vita. Va esattamente nella direzione opposta, nell’esclusivo interesse della paziente. E non è un provvedimento irrevocabile, definitivo».
La famiglia della 33enne ha vinto una battaglia legale durata tre anni e intrapresa nel 2005, dopo 18 anni di peregrinazioni da un ospedale all'altro, trattamenti sanitari obbligatori, soluzioni provvisorie, rifiuti, fughe.
Fonte:metronews.it
Contratto dei medici: aumento di 260 euro, ma c'è il «no» di Cgil e anestesisti
Firmato, ma non da tutti i sindacati, il nuovo contratto dei dirigenti medici e veterinari del Servizio sanitario nazionale, giovedì 31 luglio. Dopo sei mesi di trattative, a favore si sono espressi i sindacati dell'Anaao Assomed e la Cimo-Asmd; contrari Cgil medici e l'Aaroi (il sindacato degli anestesisti) perché , a loro parere, mancherebbero garanzie sul diritto ai turni di riposo.
Il contratto fissa un aumento in busta paga di circa 260 euro lordi mensili; per gli altri dirigenti sanitari di circa 220 euro. Viene reintrodotto in parte il riposo per i medici ospedalieri, che era stato eliminato dal decreto legge 112 collegato alla manovra estiva del governo, con un rinvio al contratto. Ma sono previste minori garanzie rispetto alle vigenti direttive europee, che stabiliscono 11 ore di riposo consecutive ogni 24, ed un massimo di 48 ore settimanali di lavoro, inclusi gli straordinari. Si prevede per la prima volta il grado di soddisfazione dell'utenza quale uno degli strumenti per la verifica dell'efficacia dei servizi sanitari e per la valutazione degli stessi medici e, inoltre, il licenziamento immediato per il medico arrestato, con convalida del gip, quando colto in flagranza a commettere reati di peculato o concussione o corruzione.
Già dal pomeriggio, gli anestesisti, in particolare, avevano dichiarato di non voler firmare: «Abbiamo detto no all'ipotesi di accordo sul contratto dei medici dirigenti», ha dichiarato Vicenzo Carpino, presidente dell'Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri (Aaroi), non escludendo una'agitazione «che bloccherebbe cinquantamila interventi chirurgici al giorno in tutta italia» . Il punto su cui l'Aaroi ha rotto le trattative sono i turni di riposo: secondo il sindacato, l'accordo «non assicura un adeguato riposo all'anestesista rianimatore dopo un turno di lavoro notturno».
Secondo l'iter, che prevede ora una serie di passaggi (Comitato di settore delle Regioni, Corte dei Conti e Consiglio dei ministri), entro 55 giorni dovrà arrivare la firma definitiva, presumibilmente a settembre. In questo caso gli arretrati ammonteranno a 8 mila euro lordi per i primari e a 3.200 euro per i dirigenti con meno di 5 anni di anzianità.
Fonte:ilsole24ore.com(F.Cocco)
Risoluzione n. 331/E del 31 luglio 2008. Permuta servizi, fattura Iva alla partenza
Pronti, partenza, Iva. In caso di permuta servizi tra un'agenzia viaggi e una pubblicitaria, per cui in cambio della sponsorizzazione viene offerto alla società di comunicazione un ventaglio di pacchetti turistici tra cui scegliere, entrambe le agenzie devono emettere fattura improrogabilmente entro la data di inizio del viaggio. Prima di tale momento, infatti, la controprestazione dell'agenzia turistica non può considerarsi effettuata ai fini Iva, perché non definita nei suoi contenuti, anche se la società pubblicitaria ha reso in fase antecedente il suo servizio. Questo, in estrema sintesi, il parere fornito dall'agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 331/E del 31 luglio, in risposta all'interpello di un'agenzia di viaggi che ha pattuito una permuta di servizi con una società pubblicitaria e vuole sapere qual è il momento impositivo Iva.
L'impresa ritiene che la corretta fatturazione debba coincidere con l'inizio del viaggio, anche se la società di comunicazione ha già prestato il suo servizio di promozione pubblicitaria. Finché quest'ultima non opta per un pacchetto piuttosto che per un altro, infatti, non è determinabile ai fini fiscali l'oggetto specifico della prestazione, anche in relazione al requisito di territorialità, come prevede l'articolo 74- ter, comma 6 del decreto Iva.
L'Agenzia è d'accordo con la soluzione prospettata. La scelta del pacchetto turistico definisce il requisito della territorialità delle operazioni e il relativo regime d'imposta applicabile.
Nel dettaglio, le Entrate richiamano la risoluzione 75/2000 in cui avevano già chiarito che il momento impositivo coincide per entrambi i servizi con l'esecuzione della seconda prestazione, che funge da corrispettivo e vale come termine ultimo per fatturare.
Il servizio dell'agenzia turistica si considera effettuato ai fini Iva nel momento in cui il viaggio è iniziato, in quanto il pagamento del corrispettivo reso dalla società pubblicitaria avviene prima che sia definita la controprestazione.
Ultime battute del documento di prassi per spiegare quando fatturare eventuali conguagli in denaro. Nel caso in cui questi siano corrisposti dall'agenzia turistica, non costituiscono autonoma controprestazione e si considerano come un semplice acconto da fatturare in coincidenza con il relativo pagamento.
Qualora le somme siano corrisposte dalla società di comunicazione successivamente alla scelta del pacchetto, ma prima dell'inizio del viaggio, allora l'agenzia turistica dovrà emettere fattura per l'intero valore della prestazione, sempre all'atto del relativo pagamento. La corresponsione del conguaglio in denaro, infatti, integra il pagamento dell'intero corrispettivo e coincide col momento impositivo della prestazione.
Fonte:fiscooggi.it(Giulia Marconi)
Raccolta apparecchiature elettriche ed elettroniche al via tra lentezze e defezioni
I comitati di coordinamento e di controllo sono stati nominati, i consorzi (o meglio, i sistemi collettivi dei produttori) sono (alcuni erano) già attivi, le piazzole approntate, è stato persino siglato l'accordo tra l'Anci, l'associazione dei comuni, e il centro di coordinamento per la definizione delle condizioni generali, e per il rimborso dovuto ai comuni che in tutto questo tempo di slittamenti continui dell'avvio della legge si sono sobbarcati l'onere della raccolta. Insomma, anche per il nostro paese dall'inizio dell'anno è stata finalmente avviata la Raee (raccolta apparecchiature elettriche ed elettroniche). Avvio lento, e per molti versi incompleto. Già, perché le piazzole sono solo 1400, mancano all'appello comuni importanti e intere regioni che non vedono ancora di buon occhio il sistema (facciamo da sole, dicono). Comunque, un inizio. Manca però il secondo punto importante, quel che riguarda cioè la raccolta sui punti di vendita. L'ostacolo? "La legge – risponde Silvio Remonato, Responsabile Ambiente di Hp Italiana, società che un'attività di Raee la fa da sempre – In Italia, infatti, è vietato a chiunque di accumulare e stoccare rifiuti di terzi". Anche questa difficoltà però sembra sia stata superata, grazie a "un compromesso ragionevole finalizzato a creare un regime semplificato che non obbliga i soggetti alla certificazione ambientale".
L'iter del decreto deve ancora compiersi, ma a questo punto determinante potrebbe essere la forte spinta da parte di produttori e distributori ("per questi ultimi, la faccenda è diventata una specie di incubo". Per Remonato, la raccolta è ancora modesta, le piazzole, come già detto, sono poche, questo però non vuol dire che chi non ha aderito al sistema Raee non gestisca comunque una raccolta dei rifiuti tecnologici. In Italia, ricorda Remonato, le categorie di prodotti sono cinque, una semplificazione rispetto alla direttiva Ue che ne prevede dieci. Vincono i grandi elettrodomestici, soprattutto le lavatrici, pesanti e ingombranti, insieme a condizionatori, frigoriferi e tv. Da notare che per questa categoria di rifiuto, il costo del riciclo è a spese dell'utente. Cosa che non avviene invece per i prodotti It, meno pesanti e ingombranti, e più numerosi dal punto di vista delle tipologie: molto più semplice assorbire il costo del riciclo del Pc o della stampante all'interno del costo in carico al consorzio.
La Ue stabilisce come obiettivo una media di 4 kili di materiale per abitante. La Gran Bretagna, partita prima ancora del recepimento della norma europea, raccoglie 5 kg per abitante, l'Italia è ancora al di sotto del kg. E il refresh degli apparecchi? "Difficile, perché quando si porta in discarica un Pc, per la legge è un rifiuto e come tale va trattato". In questo campo, Hp ha attivato una iniziativa interessante, che consiste nel chiedere alla gente di conferire il materiale come donazione. In questo modo, si riesce a "refreshare" il prodotto e a destinarlo ad associazioni benefiche e a paesi poveri. Un altro progetto vede Hp impegnata con le società con le quali nel 2002 ha fondato la pan-european recycling platform (Sony, Braun ed Electrolux) per trasformare quello che è un costo (il rifiuto oggi conferito) in energia e valore. Di recente, poi, la società ha introdotto un processo che, per la prima volta nel settore Ict, consente di utilizzare plastica riciclata per la produzione di nuove cartucce a getto d'inchiostro originali Hp. Ad oggi, più di 200 milioni di cartucce sono state prodotte utilizzando questa tecnica. "L'anno scorso, Hp ha utilizzato oltre 2.260 tonnellate di plastica riciclata per le sue cartucce a getto d'inchiostro, impegnandosi a raddoppiarne la quantità nel 2008". Per il futuro, Remonato si dichiara molto fiducioso. Quando regioni importanti come Emilia Romagna e Lombardia aderiranno al programma, quando entrerà a regime la raccolta nei punti di vendita, quando finalmente saranno aviate massicce campagne di informazione e di sensibilizzazione.
Fonte:Ilsole24ore.com(Pino Fondati)
Bonus assunzioni, il codice che chiude il cerchio
Con la risoluzione n. 323/E del 30 luglio è stato istituito il codice tributo 6807. Va indicato nella colonna "importi a credito compensati" del modello F24 per utilizzare il credito d'imposta concesso a chi, nel 2008, incrementa il numero di lavoratori dipendenti a tempo indeterminato nelle aree "svantaggiate" delle regioni Calabria, Campania, Puglia, Basilicata, Sardegna, Abruzzo e Molise. Il neonato codice può essere riportato anche nella colonna "importi a debito versati" nell'ipotesi di ravvedimento.
Il credito, introdotto dalla legge finanziaria 244/2007 (articolo 2, commi da 539 a 547), è in sostanza un incentivo all'occupazione in quelle aree definite "svantaggiate" proprio per gli scarsi livelli occupazionali e, pertanto, ammissibili alle deroghe previste, in materia di aiuti di Stato, dal regolamento Ce 2204/2002. Destinatari dell'agevolazione i datori di lavoro che, nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2008, ampliano il numero dei dipendenti attraverso contratti a tempo indeterminato. Ammesso anche il part-time, purché "indeterminato": in questo caso, il credito spetta in misura proporzionale alle ore prestate rispetto a quelle del contratto nazionale.
In particolare, la norma stabilisce che il numero delle nuove assunzioni deve costituire un incremento dei dipendenti "indeterminati" mediamente occupati nell'anno precedente (2007).
Il bonus, valido per il 2008, il 2009 e il 2010, consiste in un importo pari a 333 euro per ogni nuovo lavoratore e per ciascun mese. La misura del credito sale a 416 euro se a essere assunte sono lavoratrici rientranti nella definizione di "lavoratore svantaggiato" contenuta nel regolamento Ce.
Per ottenere l'agevolazione, quando esistono tutte le condizioni che ne confermano il diritto, i beneficiari devono inoltrare un'istanza on line al Centro operativo di Pescara dell'Agenzia a partire dal primo giorno del mese successivo a quello in cui si è registrato l'aumento occupazionale e non oltre il 31 gennaio 2009 - decreto Mef del 12 marzo 2008 (vedi "Regole "ufficiali" per il bonus assunzioni" su FISCOoggi dell'11 aprile) - contenente tutti gli elementi stabiliti dal provvedimento direttoriale delle Entrate del 15 maggio.
Dal 15 luglio, l'Agenzia ha provveduto ad attivare la procedura telematica per la trasmissione delle prime domande, quelle cioè dei datori di lavoro che hanno assunto nuove unità nel periodo gennaio-giugno 2008 (vedi "Bonus assunzioni, l'appuntamento è martedì alle 10" su FISCOoggi del 12 luglio).
Il codice 6807 è operativo a partire dal prossimo 6 agosto.
Fonte:fiscooggi.it(Paola Pullella Lucano)
Agli italiani piace il pagamento online
Gli italiani superano vecchi e infondati timori e sempre più praticano il pagamento online con carte di credito tradizionali e prepagate e strumenti come Paypal: nel 2007, l'80% dei pagamenti è stato effettuato online. Un dato impensabile sino a qualche anno fa. Insomma anche gli italiani hanno scoperto quanto sia comodo e veloce pagare online. Oltretutto, non bisogna trascurare il fatto che in molti casi, tra questi soprattutto nel settore turistico, il pagamento online è l'unica modalità di pagamento accettata. Questo ed altro si legge nell'indagine sulla domanda che il Consorzio Netcomm ha realizzato con GfK Eurisko, che si integra con quella storica sull'offerta che ogni anno Netcomm fa con la Schoo of Management del Politecnico di Milano. La ricerca ha messo al centro lo scenario dell'e-commerce e dell'info-commerce: ricorso, modalità, propensione, resistenze tramite la ricerca New Media Internet di GfK Eurisko, tramite mille interviste personali domiciliari, rappresentative degli utenti di internet da casa, lavoro e scuola negli ultimi 3 mesi. Il processo di acquisto online informazioni, decisioni, valutazioni si evince dai dati della ricerca NetComm-Eurisko basata su 400 interviste personali domiciliari rappresentative degli utenti di internet che hanno effettuato almeno un acquisto online. La ricerca rileva come il 69% dei consumatori intervistati abbia pagato l'ultimo acquisto online con strumenti di pagamento elettronico come carta di credito (27%), carta prepagata (27%), Paypal (14%) e Pagobancomat (2%). Il 27% invece ha pagato con strumenti offline: in contrassegno il 13%, con bonifico bancario l'8%, bollettino postale il 5%, carta di credito off line il 2%, altre modalità il 4%. Numeri che si rincorrono e si confermano. Lo strumento di pagamento preferito negli ultimi tre mesi è la carta prepagata (25%), seguita da carta di credito (23%), contrassegno e Paypal (entrambe al 13%). Se si allarga l'orizzonte temporale agli ultimi 12 mesi, in pole position sempre la carta prepagata (38%), seguita da carta di credito (31%), contrassegno (23%) e Paypal col 21%. Rispetto alla qualità, il 98% dei consumatori intervistati si dichiara soddisfatto della modalità di pagamento utilizzata nell'ultimo acquisto che è valutata ottima dal 23% del campione, molto buona dal 43% e buona dal 29%. Solo il 2% la definisce mediocre, nessuno la considera "scarsa". Per quel che riguarda la propensione all'acquisto online, il 76% degli intervistati dichiara di possedere una carta di credito o prepagata: il 50% la usa in media circa 3 volte al mese per fare acquisti in generale; una frequenza che si dimezza nel caso dell'acquisto online. In ogni caso, dicono quelli di Netcomm, sembra proprio che la mancanza di fiducia nei sistemi di pagamento online da parte degli internauti sia un falso mito. E, come tutti i falsi miti, sono duri a morire; e resta il problema, ormai annoso, di convincere chi non ha mai effettuato un acquisto online. Le perplessità di costoro sono sempre sulla presunta mancanza di sicurezza. Eppure,come dimostrano tutte le ricerche in merito, le frodi online nel 2007 sono state appena lo 0,2% del fatturato del settore, in calo rispetto alla quota, già bassa in sé, dello 0,5% del 2006. Nel caso di acquisti sui principali siti di commercio elettronico è pressoché impossibile che il numero della carta di credito possa essere visto da terzi. Tutto questo induce Netcomm ad affermare che paradossalmente l'insicurezza è molto più offline. In questo quadro, ognuno deve fare la propria parte per aumentare la cultura dell'e-commerce. Da parte sua, Netcomm ha creato un gruppo di lavoro per realizzare un marchio di qualità dell'e-commerce. L'obiettivo è aumentare la fiducia dei consumatori online per i siti aderenti al consorzio. La certificazione sarà rilasciata solo ai siti che accetteranno un codice in linea con la normativa attuale. Anche se, in verità, gran parte dei siti di e-commerce adotta già regole più stringenti rispetto agli stessi standard imposti dalla legge.
Fonte:ilsole24ore.com(Pino Fondati)
Cassazione: sì all'accertamento induttivo se azienda paga in contanti
La Quinta Sezione Civile della Corte di Cassazione (Sent. n. 19902/2008) ha stabilito che è consentito l'accertamento induttivo nei confronti di un'azienda che, nonostante non abbia disponibilità di cassa, paga sempre in contanti. I Giudici di Piazza Cavour hanno precisato che "la legittimità della utilizzazione, da parte dell'Amministrazione finanziaria, di tali elementi presuntivi di una disponibilità finanziaria è pienamente legittima e logicamente fondata sul fatto della erogazione di somme, con finalità estintive di debitorie, non avente base contabile". La Corte ha poi aggiunto che ove si versi "dinanzi a un complesso di elementi dimostrativi della disponibilità di somme non contabilizzate da parte dell'impresa, ossia di una contabilità non corrispondente alle reali movimentazioni finanziarie svolte dalla società, è legittima la presunzione dell'esistenza di disponibilità di ricchezza, come tale imponibile, più ampia e consistente di quella dichiarata, attesa la mancanza d'una dimostrazione della diversa allegazione svolta della contribuente, riguardante il presunto versamento del contante da parte dei soci (o dell’amministratore) in via temporanea e salvo restituzione".
Fonte:studiocataldi.it(Cristina Matricardi)
Multa Record alla BBC per quiz truccati
La Bbc è stata multata con la cifra record di 400mila sterline - circa 508mila euro - per aver "ingannato" gli ascoltatori di alcuni suoi programmi televisivi. E' quanto ha stabilito la commissione l'authority Ofcom, l'ente britannico che vigila sui media del Regno Unito. Gli show incriminati - giochi a premi e quiz TV - hanno infatti truccato i risultati delle competizioni rendendo quindi inutile la partecipazione del pubblico a casa. "La Bbc ha ingannato il suo pubblico organizzando, deliberatamente, le competizioni in maniera scorretta e ha inoltre truccato l'esito dei giochi", recita la sentenza dell'Ofcom.
Le multe sono state inflitte ad ognuno degli otto programmi trovati colpevoli e la loro somma ha toccato la cifra di 400mila sterline, la pena pecuniaria più alta mai inflitta al servizio pubblico britannico. "In alcuni casi - prosegue l'Ofcom - la produzione ha deciso di trasmettere i programmi incoraggiando il pubblico a partecipare sapendo perfettamente che non aveva nessuna possibilità di vincere". "In altri casi, invece, i nomi dei vincitori sono stati inventati sul posto a causa di problemi tecnici. Ma in definitiva - conclude l'Ofcom - la Bbc non ha dispiegato in modo soddisfacente i necessari controlli per assicurarsi che il pubblico non venisse truffato".
La Bbc ha subito fatto 'mea culpa' e ha garantito di aver messo in campo tutte le misure perché non si ripetano casi simili. In particolare ha varato un piano di aggiornamento professionale per 19mila dipendenti e ha emesso un nuovo codice di comportamento interno molto severe. "Vigileremo", ha dichiarato l'emittente in una nota, "ma le nostre ricerche dimostrano che le misure prese stanno già ricostruendo il rapporto di fiducia con i nostri utenti".
Fonte:ansa.it
Programma per la promozione dell'occupazione femminile
(Provvedimento 15/07/2008, G.U. 28/07/2008, n. 175)
Per l’anno 2008, il Comitato nazionale di parità e pari opportunità nel lavoro ha formulato il programma - obiettivo, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, «Per la promozione dell'occupazione femminile, per il superamento delle disparità salariali e nei percorsi di carriera, per il consolidamento di imprese femminili, per la creazione di progetti integrati di rete». Si tratta di azioni positive che hanno l'obiettivo di:
promuovere, al proprio interno, la presenza delle donne negli ambiti dirigenziali e gestionali
modificare l'organizzazione del lavoro, del sistema di valutazione delle prestazioni e del sistema premiante aziendale
sostenere iniziative per: le lavoratrici con contratti non stabili in particolare giovani neolaureate e neodiplomate; le disoccupate e le donne di età maggiore di 45 anni; agevolare l'inserimento e/o il reinserimento lavorativo di donne di età maggiore di 45 anni
consolidare imprese a titolarità e/o prevalenza femminile nella compagine societaria
promuovere la qualità della vita personale e professionale.
Fonte:ipsoa.it
Assegni sociali e precari, presentate le modifiche. Sacconi: ''Nessun dietrofront''
Dopo le contestazioni dei giorni scorsi cambia la norma sui precari, limitata ai giudizi in corso, e rientra il taglio agli assegni sociali. Le modifiche agli emendamenti sono state presentate in commissione Bilancio del Senato dal relatore Salvo Fleres.
Ma il ministro del Welfare Maurizio Sacconi precisa: "Non c'è stato un dietrofront da parte del governo che ha subito quelle norme frutto di un'iniziativa parlamentare che è stata poi compresa nel maxi emendamento - spiega -, seppure con una correzione sostanziale perché era stato assunto un impegno a richiedere un voto di fiducia sul testo varato dalla commissione".
"La correzione ora è importante - continua Sacconi a margine della conferenza sui primi mesi di governo della sanità questa mattina a Roma - perché ripropone a regime l'attuale disciplina dei contratti a termine che limita la norma soltanto a una sorta di sanatoria per i contenziosi in corso nel momento in cui la legge è approvata". Contenziosi che, "come è noto - conclude Sacconi - si riferiscono quasi esclusivamente ad una società pubblica: Poste Italiane".
"Sui precari e sugli assegni sociali abbiamo chiarito dei punti delicati'', dice da parte sua il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri che spiega: ''per quanto riguarda gli assegni sociali, questi sono garantiti a tutti gli italiani che versano in condizioni economiche disagiate e ne hanno quindi diritto. Abbiamo invece escluso gli stranieri che hanno risieduto in Italia solo per pochi anni''.
''Per quanto riguarda i precari - aggiunge - si è chiarito che si tratta di una norma per facilitare l'assorbimento e l'assunzione a tempo indeterminato soprattutto nelle Poste. Non è quindi un attacco generalizzato al precariato. Le polemiche sono pretestuose. Le stesse parti sociali sono d'accordo e non ci sono più nemmeno contestazioni sul fronte sindacale".
Da parte sua Walter Veltroni chiede che le due norme vengano ritirate. "Visto che la manovra deve tornare alla Camera, cosa ci vuole a togliere di mezzo quelle due norme? Vengano ritirate e poi se ne torni a discutere nelle sedi appropriate e con i tempi dovuti - sottolinea il leader del Pd - e non attraverso soluzioni abborracciate e smentite dagli stessi ministri". Quindi, l'invito a un "soprassalto di responsabilità" che, spiega il segretario del Pd, sarebbe "un segno accolto positivamente. In caso contrario, questo va detto, ci saranno ripercussioni nei rapporti nell'attività parlamentare".
Fonte:adnkronos.com
Umbria. Tetti fotovoltaici: 1.300 domande in tre giorni
Sono bastati solo tre giorni per chiudere la corsa al “fotovoltaico”, una corsa contro il tempo per cercare di disporre nei prossimi mesi una delle mille apparecchiature di nuova generazione messa a disposizione del progetto "Mille tetti fotovoltaici per l'Umbria".
La società Sìenergia si dichiara più che soddisfatta dell’andamento dell’iniziativa e delle richieste avanzate dai singoli cittadini: "da sabato ad oggi abbiamo ricevuto 1.300 domande, un vero record, peccato che molti rimarranno esclusi e non potranno usufruire degli apparecchi fotovoltaici gratuiti".
In base all’accordo raggiunto dalla Sìenergia con i vari Comuni umbri, non vi sarà la possibilità di concedere apparecchi in misura superiore alle 1.000 unità.
I cittadini che possono dormire "sonni tranquilli" sono coloro che già da sabato 26 luglio, primo giorno utile, avevano presentato domanda via raccomandata, visto che la graduatoria dei beneficiari verrà stilata in base alla data del timbro postale.
Sarà necessario attendere qualche giorno anche per sapere la percentuale delle richieste avanzate da ciascun Comune, tutto questo perché la richiesta spropositata di installazioni dei fotovoltaici ha spiazzato e colto impreparata la Sìenergia spa.
Nel territorio le opportunità disponibili erano 10 a Bettona, 8 a Collazzone, 21 a Deruta, 5 a Fratta Todina, 41 a Marsciano, 5 a Monte Castello di Vibio, 6 a San Venanzo, 41 a Todi e 14 a Torgiano.
Fonte:iltamtam-it
Cassazione: Medico ASL favorisce studio privato? Scattano le manette
Lo specialista di una ASL che indirizza i pazienti presso un ambulatorio privato perche' la struttura sanitaria per cui lavora non ha le apparecchiature necessarie per gli accertamenti, rischia una condanna penale. Parola di Cassazione. Secondo i Giudici del Palazzaccio (Sentenza n. 27936 del 2008) lo specialista anche nel caso in cui vi siano delle carenze nelle dotazioni strumentali della ASL, deve indirizzare i pazienti in altre strutture pubbliche della città. Favorire il privato, infatti, secondo la Corte, integra gli estremi del reato di abuso d'ufficio e si rischiano per questo fino a tre anni di carcere. La sesta sezione penale della Corte analizzando il caso specifico ha rilevato che l'interesse privato del medico e' entrato in conflitto con quello pubblico, "atteso che quand'anche le attrezzature dell'ospedale non avessero consentito l'esecuzione dell'esame diagnostico, nulla autorizzava il camice bianco ad indirizzare i pazienti al suo studio privato".
Fonte:studiocataldi.it(Roberto Cataldi)
Impiego militari nelle città, Piano operativo il 4 agosto
Sarà operativo dal 4 agosto e durerà sei mesi rinnovabili il Piano di impiego del personale delle forze armate nel controllo del territorio. Oggi i ministri Maroni e La Russa hanno firmato il decreto che destina 3 mila militari nelle città. tra uomini dell'esercito, della marina, della aeronautica e dei carabinieri in concorso e congiuntamente alle forze di polizia. Secondo quanto previsto dal Piano, due terzi dei militari sono destinati a servizi di vigilanza a siti sensibili e in particolare ai centri per gli immigrati. Le restanti mille unità sono destinate a operazioni di pattugliamento delle strade.
Tra le grandi città sarà Roma ad avere il maggior numero di uomini. Nella capitale, infatti, arriveranno 195 soldati: le pattuglie saranno composte da uno o al massimo due militari a piedi che accompagneranno poliziotti e carabinieri. Milano avrà invece 170 soldati e Napoli 150. I militari restanti a disposizione per i pattugliamenti saranno impiegati in altre sei città: 90 a Bari, 80 a Torino, 45 a Padova, 50 a Palermo e 45 a Verona. Le ulteriori unità rimanenti saranno destinate allo svolgimento di servizi di vigilanza a siti e obiettivi sensibili, in particolare presso i Cie, ex Cpt. Gli obiettivi considerati sensibili sono complessivamente 72. Solo a Roma ne sono stati individuati 51, 20 a Milano e solo uno a Napoli.
Fonte:helpconsumatori.it
Torino.Asili, 400 posti in più nei privati. Nuove regole per graduatorie e accreditamenti
La lista d’attesa municipale, che raccoglie attualmente 1802 nomi (793 "grandi", 835 piccoli e 174 lattanti), scenderà a una soglia di 1402 grazie ai nuovi 400 posti reperiti all’interno di strutture private o micro-nidi aziendali. Rispetto allo scorso anno è da registrare anche l’aumento di 30 posti nel nuovo nido di via Fenoglio aperto a marzo nell’area dell’ex Venchi Unica.
Poiché al momento non c’è certezza di una continuità dei fondi per l’anno prossimo (fondo nazionale destinato ai servizi per la prima infanzia creato dall’ex ministro alla famiglia del governo Prodi, Rosy Bindi, e il contributo della Regione, un milione 643 mila euro) saranno privilegiati i bimbi fra i 2 o 3 anni, che nel 2009 saranno comunque iscritti alle scuole materne.
Oggi si saprà quanti posti nelle strutture già accreditate presso il Comune, Casa Denis, Bimbi Club, Moby Dick e i nidi aziendali dell’Atc e del Csi, e negli altri nidi privati saranno disponibili a settembre. Tutti dovranno rispondere a standard qualitativi in fatto di progetto pedagogico e preparazione degli educatori. In caso le strutture già accreditate non fossero disponibili, il Comune “riaprirà” la lista accreditamenti.
In città sono all’incirca 2000 i posti offerti dai nidi privati. Alle famiglie saranno garantite le stesse condizioni praticate nei servizi di asilo comunale. Cioè sarà il Comune a pagare la parte di retta eccedente la quota che la famiglia pagherebbe in una struttura pubblica.
Il regolamento comunale dei nidi verrà quindi rivisto al più presto, anche per dare maggiore priorità ai bambini in condizioni di disagio sociale, facilitare l’accesso di figli di famiglie numerose o ai gemelli. Oppure in modo da considerare la gravidanza della madre come condizione già assimilabile alla presenza di un altro figlio o, a parità di graduatoria, favorire i figli di genitori dipendenti.
Il nuovo regolamento inoltre consentirà ai piccoli delle mamme in stato di detenzione (attualmente meno di 10) di lasciare la casa circondariale per essere inseriti nei nidi, anche oltre il limite della capacità ricettiva. Si tratta di un’azione di profilo umanitario, che trova già la quotidiana attuazione nell’iniziativa Stella Stellina, finanziata dalla Compagnia di San Paolo: i piccoli lasciano il carcere per recarsi al Punto gioco comunale, insieme a tutti gli altri bambini.
Fonte:metronews.it(Simona Mantovanini)
Azioni di risarcimento contro le Ferrovie dello Stato (Corte Costituzionale, Sentenza 25 luglio 2008, n. 296)
Con ordinanza del 31 luglio 2007, il Giudice di pace di Roma – nel corso di giudizio per il risarcimento dei danni materiali subiti in conseguenza di un furto avvenuto a bordo di una vettura letto sulla tratta Lecce-Milano – ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 15, primo comma, dell’allegato al regio decreto-legge 11 ottobre 1934, n. 1948 (Nuovo testo delle condizioni e tariffe per il trasporto delle persone sulle ferrovie dello Stato), convertito in legge 4 aprile 1935, n. 911 (Conversione in legge del r.d.l. 11 ottobre 1934, n. 1948, concernente l’approvazione di nuove «Condizioni e tariffe per il trasporto delle persone sulle Ferrovie dello Stato»), e riprodotto nell’art. 17 del decreto ministeriale 13 dicembre 1956 (Approvazione del nuovo testo delle Condizioni e Tariffe per I trasporti delle persone sulle ferrovie dello Stato), per violazione degli artt. 3 e 24 della Costituzione....
Fonte:laprevidenza.it
Agenzia del Territorio, circolare n. 5/T del 28 luglio 2008. Mutuo frazionato, portabilità agevolata
Portabilità più facile anche per i mutui frazionati. Con la circolare n. 5/T del 28 luglio, l'agenzia del Territorio chiarisce che anche l'annotazione di surrogazione in quota di un debito già oggetto di frazionamento deve essere effettuata d'ufficio dal conservatore in base alla presentazione del titolo e di una semplice richiesta scritta da parte dell'interessato. Questa possibilità discende da un'interpretazione estensiva delle disposizioni introdotte dal decreto "Bersani-bis" (Dl 7/2007), che ha incentivato l'esercizio del diritto di subingresso nei prestiti immobiliari, riconoscendo un regime di favore, sia in termini di adempimenti che sul piano tributario, a quanti sostituiscono un vecchio mutuo con uno più vantaggioso.
Dando seguito a queste norme, nel giugno dell'anno scorso i tecnici del Territorio erano intervenuti con la circolare n. 9/T, che ribadiva l'assenza di oneri particolari a carico dei cittadini che decidano di trasferire volontariamente il mutuo da una banca all'altra. In particolare, già in quell'occasione si precisava che l'annotazione della surroga per volontà del debitore doveva essere predisposta d'ufficio dal conservatore, senza adempimenti specifici per il contribuente, chiamato a versare la sola tassa ipotecaria, ma non le imposte sostitutiva, ipotecaria e di bollo.
Ora, con la circolare 5/2008, il Territorio ritorna sull'argomento, soffermandosi sull'ammissibilità delle annotazioni di surrogazione relative a ipoteche frazionate. Un problema che riguarda sia la surroga voluta dal debitore, detta surroga per imprestito, sia quelle che avvengono per volontà del creditore (surroga per quietanza) o perché espressamente previste dalla legge (surroga legale). In tutti i casi, la trasmissione dell'ipoteca deve essere annotata a margine dell'ipoteca stessa, trattandosi di un elemento indispensabile perché il trasferimento della garanzia ipotecaria a favore del terzo surrogato sia pienamente efficace.
Inoltre, se l'ipoteca è stata oggetto di frazionamento, al subingresso del nuovo creditore in una singola quota dell'originario credito frazionato seguirà il diritto alla surrogazione anche nella relativa quota di ipoteca. A questo proposito, il documento di prassi sottolinea che la suddivisione dell'ipoteca non comporta una surroga parziale, ma una surroga totale nella specifica quota di ipoteca individuabile in base all'annotazione di frazionamento. In sostanza, in presenza di una successione nei diritti del creditore su una quota del credito frazionato, non si può negare il diritto di quest'ultimo a subentrare nelle garanzie reali che assistevano il creditore iniziale di quella stessa quota.
Per quanto riguarda l'attuazione della pubblicità immobiliare, la circolare ribadisce che l'esercizio nel subingresso è subordinato alla relativa annotazione, che deve essere effettuata indicando esplicitamente il nomen iuris: "Surrogazione in quota di mutuo frazionato". Nel quadro B della domanda di annotazione vanno segnalati gli immobili a cui la quota si riferisce e nel quadro D i dati che consentono di individuare correttamente la quota e che risultano desumibili dall'atto di frazionamento, in primis l'importo della quota di capitale e quello della relativa ipoteca. Il quadro D conterrà inoltre le generalità del debitore che si accolla il mutuo, mentre il quadro C va completato con i nomi dei soggetti presenti nell'originaria formalità ipotecaria.
Come previsto dal decreto Bersani-bis, l'annotazione di surrogazione può essere richiesta al conservatore senza alcuna formalità, allegando una copia autentica del documento di surrogazione stipulato con atto pubblico o scrittura privata. Un principio valido anche nella specifica ipotesi di surroga in quota di un mutuo frazionato. Per ottenere la relativa annotazione, che deve essere eseguita d'ufficio dal conservatore, basta presentare il titolo e una semplice richiesta in forma scritta.
A margine di questo ragionamento, il documento di prassi emanato ieri dal Territorio ricorda infine che, in caso di surroga per volontà del debitore, anche quando il credito del creditore originario si considera estinto in seguito all'avvenuto pagamento, le eventuali comunicazioni di estinzione non comportano la cancellazione d'ufficio dell'ipoteca. In questa circostanza, infatti, al pagamento non segue automaticamente l'estinzione delle garanzie ipotecarie a sostegno del credito.
Fonte:fiscooggi.it(Laura Mingioni)
Sanzioni pecuniarie: l'obbligazione si estingue con la morte del trasgressore
L'obbligazione relativa a sanzioni pecuniarie dovute per violazione tributaria non si trasmette agli eredi (art. 7, L. n. 689 del 1981) in quanto la morte dell'autore dell'illecito ne comporta l'estinzione.
(Cassazione civile Sentenza, Sez. Trib., 11/06/2008, n. 15379)
Fonte:ipsoa.it
Sony prevede nero: -17% le stime sugli utili 2008
Sony ha registrato un calo del 39% dell'utile operativo nel trimestre che va da aprile a giugno, attestandosi a 73,4 miliardi di yen (430 milioni di euro). Sui risultati pesano le perdite registrate dalla joint venture Sony Ericsson, l'apprezzamento dello yen e il rallentamento dell'economia statunitense, che ha le vendite del colosso giapponese.
Nel trimestre conclusosi il 30 giugno, l'utile netto del produttore di elettronica di consumo si è attestato a 210 milioni di euro, in calo rispetto ai 390 milioni di euro di un anno fa e al di sotto dei 35 milioni stimati dagli analisti intervistati da Bloomberg.
Per l'intero anno fiscale Sony ha tagliato le previsioni sull'utile netto del 17%, a 1,51 miliardi di euro, e ha aumentato del 2,2% la stima sul fatturato, a quota 57,73 miliardi. A incidere negativamente - secondo la società - sono la forte competizione, che ha costretto a un abbassamento dei prezzi di vendita soprattutto per fotocamere e televisori Bravia, e l'apprezzamento dello yen sul dollaro. Dal giugno 2007 a oggi lo yen ha guadagnato il 15% su dollaro, erodendo gli utili di Sony provenienti dalle esportazioni.
Fonte:ilsole24ore.com
Ici abitazione principale, "ravvedimento" gratis fino al 26 agosto
Evitano le sanzioni gli omessi o insufficienti versamenti della prima rata Ici 2008 se correttamente eseguiti entro il 26 agosto. Ieri, infatti, è entrata in vigore la legge 126/2008 di conversione del Dl 93, che consente di rimediare, nei successivi 30 giorni, agli errori causati da obiettiva difficoltà nell'individuare gli immobili esentati dal pagamento del tributo locale. Nel decreto, inoltre, tassazione ridotta sperimentale su straordinari e premi di produttività, e facoltà di rinegoziare i mutui per la prima casa allungando la scadenza.
Fonte:fiscooggi.it
Fusione per incorporazione con effetti fiscali retrodatati: determinazione del valore del patrimonio netto contabile
In caso di fusione per incorporazione con effetti fiscali retrodatati, con riferimento al rapporto di indebitamento (c.d. rapporto debt/equity) rilevante ai fini della thin capitalization, occorre dapprima determinare - con riferimento a ciascuna società partecipante alla fusione - la quota di patrimonio netto di pertinenza dei soci qualificati (o di parti correlate), così come risultante dal bilancio relativo all'esercizio precedente, e successivamente sommare i relativi importi: si deve pertanto avere riguardo al patrimonio unico risultante dalle somme dei patrimoni netti contabili dell'incorporante e dell'incorporata, esistenti alla chiusura dell'ultimo periodo di imposta antecedente gli effetti contabili e fiscali della fusione.
Tratto da: Ipsodaily - Quotidiano di informazione su fisco, lavoro e impresa
Fonte:ipsoa.it tratto da ipsodaily
Rapporto immobiliare 2008
Nel 2007 sul mercato immobiliare nazionale si sono registrate 1.699.664 transazioni con un decremento complessivo pari al 7,1% rispetto al 2006. In particolare: il settore residenziale diminuisce del 4,6%; il terziario è in calo del 2,6%; il commerciale (con 50.136 compravendite) risulta in calo del 4,8%, in linea con il residenziale; il settore produttivo cala del 3,5%; il mercato dei 'Magazzini' si ridimensiona con un calo del 5,2%. Questi dati sono contenuti nel "Rapporto Immobiliare 2008", pubblicato il 21 luglio scorso a cura dell'Osservatorio del mercato immobiliare, che analizza i volumi delle compravendite effettuate in Italia nel corso del 2007 e nel periodo 2000-2007. Il Rapporto esamina l'andamento dei volumi di compravendita per i settori residenziale, terziario, commerciale e produttivo a livello nazionale e per singola regione, con schede regionali contenenti la sintesi degli andamenti dei diversi settori a livello provinciale. Una novità del Rapporto è la sezione dedicata agli approfondimenti, che riguardano: l'analisi degli andamenti ed i differenziali dei prezzi delle abitazioni; l'analisi dei rendimenti immobiliari per alcune tipologie immobiliari (abitazioni, negozi, uffici, capannoni e box-postiauto); le caratteristiche del mercato immobiliare residenziale per classi dimensionali dei comuni e per classe altimetrica.
Fonte:newsletter.palazzochigi.it
Il Fisco rinvia al 20 agosto
Contribuenti e consulenti potranno andare in ferie senza pensare a pagamenti e adempimenti fiscali e contributivi. Il lavoro negli studi concede una pausa fino a martedì 19 agosto. Entro il giorno successivo i versamenti con i modelli F24 (su carta e online), in scadenza tra il 1° e il 20 del mese potranno essere effettuati senza maggiorazione. Il termine del 20 per la ripresa degli adempimenti fiscali e contributivi conferma quello dell'estate scorsa (si veda la tabella).
Ad aggiornare l'agenda è il consueto decreto del presidente del Consiglio, che per l'ottavo anno consecutivo rinnova la tregua fiscale di Ferragosto. Il nuovo Dpcm, messo a punto dal ministero dell'Economia, è pronto per la pubblicazione sulla «Gazzetta Ufficiale». Il primo differimento – giudicato di buon senso e dunque gradito da imprese e professionisti – fu varato nel 2001 su iniziativa del ministro Giulio Tremonti e poi ampliato.
Quest'anno, il rinvio è però solo di due giorni. Generoso è il calendario: i pagamenti – generalmente concentrati al 16 del mese – slittano a lunedì 18. Il Ferragosto cade venerdì 15 e i versamenti, secondo il Dlgs 241/97, vengono rinviati al primo giorno lavorativo successivo che è, appunto, lunedì 18. Ma il Fisco non poteva dare a contribuenti e professionisti qualche giorno in più, come nel 2001, quando il differimento raggiunse quota 24 agosto? «Sui tempi – risponde il sottosegretario all'Economia, Daniele Molgora – l'amministrazione finanziaria si trova con le spalle al muro. Gli incassi con i modelli F24 di tasse e contributi, le operazioni per il riversamento di banche e posta e la ripartizione delle somme tra Erario, Inps, Inail e Regioni non possono andare oltre il mese». Ma non si può stabilire un termine fisso per le scadenze di Ferragosto? «Le fluttuazioni del calendario e le esigenze tecniche – spiega Molgora – non consentono il varo di un provvedimento a regime».
Che cosa slitta? Come di consueto, il rinvio dei termini trascina tutti i pagamenti con i modelli F24, compresi quelli previdenziali, secondo le regole fissate dalla convenzione tra agenzia delle Entrate, Inps, Inail ed Enpals (lavoratori delle spettacolo). Ma la tregua estiva piace anche all'Ipsema (marittimi) che da alcuni anni si allinea «volontariamente» al termine fissato dal Dpcm. Sono invece esclusi dal rinvio i pagamenti con altri modelli, come l'F23.
Dal 2005, il differimento estivo delle scadenze riguarda anche gli adempimenti fiscali, che peraltro nella prima metà del mese sono pochi.
Con il rinvio dei termini, per il secondo anno consecutivo, al 20 agosto, il Dpcm in arrivo in Gazzetta allinea le scadenze di pagamenti e adempimenti fiscali a un termine a regime, quello delle accise, fissato dal decreto legislativo 26/07. A regime è anche la proroga degli elenchi Intrastat mensili al 6 settembre (quest'anno sabato, ma non slitta a lunedì 8), termine stabilito con il Dpr 190/04, mentre prima del 2004 i modelli dovevano essere inviati alle dogane entro il 20 agosto.
Resta il fatto che sulle scadenze c'è molta incertezza e non solo a Ferragosto. Ancora Molgora: «Certamente, anche in considerazione dello sviluppo della telematica, dobbiamo mettere mano a un riordino delle scadenze, attenuando i dubbi sui termini e lasciando più tempo ai contribuenti per gli adempimenti».
Fonte:ilsole24ore.com(Giorgio Rengheteanu)
Cassazione: datore di lavoro dice al dipendente "non capisci un ca..."? E' reato
Integra il reato di ingiuria l'espressione "non capisci un ca..." pronunciata dal datore di lavoro nei confronti dei propri dipendenti. Lo ha stabilito la Quinta Sezione Penale della Corte di Cassazione che, con la Sent. n. 31388/2008 ha stabilito che il datore di lavoro deve utilizzare nei confronti dei suoi dipendenti "una attenta continenza espressiva" e che, la effettiva potenzialità offensiva di un'espressione va "certamente apprezzata nel contesto spaziale, temporale e relazionale nella quale viene pronunciata".
Gli Ermellini hanno poi precisato che "a differenza di quanto avviene per, es., per quel che riguarda la diffamazione 'mediatica' (a mezzo stampa, radio, televisione, internet ecc.), nella quale la espressione, in quanto oggettivata, è, entro certi limiti, apprezzabile – per quel che attiene alla sua astratta portata diffamatoria – anche dal giudice di legittimità, nel caso di ingiuria, quel che deve essere accertato (e valutato) è in effetti il complessivo 'comportamento' dell'agente, comportamento che appunto si estrinseca in un contesto sociale storicamente definito, il quale è conoscibile solo dal giudice di merito".
Fonte:studiocataldi.it(Cristina Matricardi)
Welfare. Assegno sociale, allarme dell'Acli: "Non si deve escludere nessuno dal bene comune"
Niente più assegni sociali per casalinghe, suore, frati e altre categorie di cittadini italiani, nonché di immigrati. E' l'allarme lanciato oggi dall'Acli, la rete di Associazioni cristiane di lavoratori italiani, che denuncia una modifica "maldestra oltre che ingiusta" introdotta dalla Camera, mentre stava convertendo in legge il decreto sullo sviluppo economico, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria. L'Acli chiede al Parlamento italiano di tornare sui suoi passi in merito a questa misura che cambia i requisiti d'accesso all'assegno sociale.
Fino ad oggi potevano godere di una prestazione di tipo assistenziale, riconosciuta dall'Inps per motivi di reddito, gli ultrasessantacinquenni residenti in Italia, a prescindere dalla loro cittadinanza; bastava che essi avessero una carta di soggiorno. Dopo una prima modifica dell'obbligo di soggiorno legale, continuativo per almeno 5 anni nel territorio nazionale, il Governo ha introdotto il requisito del lavoro legale e continuativo, per 10 anni nel territorio nazionale, con un reddito almeno pari all'importo dell'assegno sociale.
In poche parole dal 1° gennaio 2009, se il Senato confermerà la norma, non potranno beneficiare più dell'assegno sociale tutti coloro i quali non abbiano lavorato per 10 anni di seguito in Italia, quindi la maggior parte delle persone che ne ha davvero bisogno perché vive nelle realtà più difficili. «E' la dimostrazione concreta - osservano le Acli - di come escludere qualcuno dal bene comune, in questo caso gli immigrati, porti inevitabilmente dei danni a tutti. Appunto perché, come insegna la dottrina sociale della Chiesa, il bene comune è tale in quanto bene di tutti e di ciascuno. Nessuno escluso».
Fonte:helpconsumatori.it
Decreto Mef 20 marzo 2008. Trattamento più dolce per il fine rapporto
Tfr un po’ più pesante per i rapporti di lavoro cessati dopo il 31 marzo 2008. E’ l’effetto di quanto previsto dal decreto 20 marzo 2008 del ministero dell’Economia e delle Finanze, che ha introdotto un nuova detrazione d’imposta in relazione ai trattamenti di fine rapporto il cui diritto alla percezione sorge, appunto, dall'1/4/2008.
Le ragioni dell’intervento normativo
Fino all'anno d'imposta 2000, la tassazione del “trattamento di fine rapporto” beneficiava di una riduzione annua della base imponibile di 309,87 euro. Con la riforma in vigore dal 1° gennaio 2001, l’abbattimento è stato eliminato (è rimasto solo per le indennità equipollenti, cioè i trattamenti di fine servizio corrisposti ai dipendenti pubblici che non hanno subito alcuna variazione impositiva) ed è stata introdotta una detrazione annua di 61,97 euro per i rapporti di lavoro cessati entro il 31/12/2005. Niente deduzioni né detrazioni, invece, per i rapporti di lavoro cessati a partire dal 1° gennaio 2006.
Un esempio chiarirà meglio il meccanismo:
anni di lavoro = 20
data di inizio rapporto = 1/7/1988
data di fine rapporto = 30/6/2008.
Per il periodo 1/7/1988 - 31/12/2000, il contribuente ha diritto alla deduzione annua di 309,87 euro, pari a 3.873,37 euro totali.
Per il periodo 1/1/2001 - 31/12/2005 lo stesso contribuente non può, invece, godere né della deduzione né della detrazione di 61,97 annui, dal momento che la cessazione del rapporto di lavoro è intervenuta dopo il 31/12/2005.
Stesso discorso per il periodo compreso fra l’1/1/2006 e il 30/6/2008, per il quale il contribuente non avrebbe diritto né a deduzioni né a detrazioni.
Per ovviare a questa situazione, nonché al fatto che nel corso degli ultimi anni è stata aumentata l'aliquota minima di tassazione (attualmente al 23%), la legge finanziaria per il 2008, all'articolo 2, comma 514, ha previsto l’emanazione di un decreto di natura non regolamentare, allo scopo di introdurre un sistema per ridurre le imposte sul Tfr.
La detrazione
La detrazione è pari a:
70 euro, se il reddito di riferimento non supera 7.500 euro
50 + [20 x (28.000 – reddito di riferimento) : 20.500] euro, se il reddito di riferimento è compreso tra 7.500 e 28mila euro
50 x [(30.000 - reddito di riferimento) : 2.000] euro, se il reddito di riferimento è compreso tra 28mila e 30mila euro.
Per i rapporti sopra descritti, si assumono le prime quattro cifre decimali.
Tornando all’esempio precedente, ipotizzando che, per semplicità, per ogni anno di lavoro siano maturati 1.500 euro di Tfr, il reddito riferimento sarà pari a:
RR = (30.000 : 20) x 12 = 18.000 euro.
Poiché il valore è compreso tra 7.500 e 28.000 euro, la detrazione ammonterà a:
50 + [20 x (28.000 – 18.000) : 20.500] = 59,8 euro.
All’ex dipendente spetterà, quindi, la “nuova” detrazione, rapportata al periodo 1/4/2008 - 30/6/2008, pari, cioè, a 14,95 euro.
Il decreto, al comma 4, prevede che, se il contribuente ha destinato l'intero Tfr al fondo pensione, la detrazione, calcolata sul Tfr maturato, spetta sulle “Altre indennità” connesse alla cessazione del rapporto di lavoro (indennità di preavviso, indennità di non concorrenza eccetera); se invece la destinazione del Tfr al fondo è solo parziale, la detrazione spetta solo sul trattamento di fine rapporto. Questa è una importante novità in quanto le precedenti riduzioni e detrazioni spettavano esclusivamente sul Tfr, a nulla rilevando l'eventuale destinazione al fondo pensione e, pertanto, in caso di totale devoluzione, non potevano essere riconosciute.
E’ a carico dei sostituti d’imposta il riconoscimento della detrazione relativamente a una sola cessazione del rapporto di lavoro nel corso del medesimo periodo d'imposta. Il decreto prevede, a tal fine, che il dipendente, su richiesta del sostituto, attesti di non aver già fruito della detrazione per altri Tfr riferiti ad altre cessazioni avvenute nello stesso anno.
La detrazione spetta anche in caso di erogazione a eredi del lavoratore, in quanto va calcolata sull'intero Tfr maturato dal deceduto.
Il comma 6 del decreto chiarisce che la detrazione non spetta per le “Altre indennità” non connesse alla cessazione del rapporto di lavoro; la stessa deve essere riconosciuta in sede di acconto, ma non in sede di anticipazione del Tfr.
Il risparmio d’imposta spetta anche per i Tfr erogati da datori di lavoro che non rivestono la qualifica di sostituti d'imposta; ovviamente, in tal caso, la detrazione sarà goduta in occasione del pagamento dell'acconto da versare in sede di dichiarazione dei redditi.
Infine, il comma 8 del decreto demanda agli uffici finanziari la verifica e la correttezza dei calcoli operati dai sostituti, la eventuale rideterminazione del beneficio in caso di pluralità di Tfr erogati per rapporti di lavoro cessati nel medesimo anno e il riconoscimento della detrazione se non già attribuita dal sostituto.
Fonte:fiscooggi.it(Isabella Gorelli)
Cassazione: pennichella durante il lavoro? Scatta il licenziamento
Basta essere sorpresi a fare una "pennichella" durante l'orario di lavoro per rischiare il licenziamento. E' quanto emerge da una Sentenza della Corte di Cassazione (n. 20326/2008) che ha confermato la legittimità del licenziamento di una guardia giurata trovata in due occasioni a dormire in auto con tanto di plaid per ripararsi dal freddo. La Cassazione nella sentenza ha chiarito che lo schiacciare un pisolino durante il lavoro, se non e' un semplice "colpo di sonno" ma un profondo "assopimento", puo' dare luogo alla sanzione massima dell'espulsione dal lavoro. La guardia giurata, rivolgendosi in Cassazione aveva lamentato la severita' della sanzione per quello che sosteneva essere stato un semplice "colpo di sonno" dovuto anche al fatto che per il suo lavoro doveva restare fermo in macchina per otto ore e al freddo. La Cassazione nel respingere il ricorso ha spiegato che i due episodi contestati sono particolarmente gravi perché il lavoratore è stato rinvenuto non semplicemente assopito ma profondamente addormentato.
Fonte:studiocataldi.it(Roberto Cataldi)
Firmato il nuovo contratto per i lavoratori interinali
E' stato sottoscritto, infatti , il nuovo contratto collettivo nazionale per i lavoratori in somministrazione. Il contratto, firmato da Assolavoro (l'Associazione Nazionale delle Agenzie per il Lavoro) e da Alai Cisl, Nidil Cgil e Uil Cpo, prevede l'obbligo di assunzione del lavoratore in somministrazione dopo un massimo di 42 mesi. Inoltre se non ci sono più occasioni di lavoro - si legge nel comunicato dell' Assolavoro (Associazione Nazionale delle Agenzie per il Lavoro) - per i lavoratori assunti a tempo indeterminato con almeno 30 settimane di anzianità si avvia un percorso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, garantendo tuttavia misure di assistenza e di riqualificazione mirate al reinserimento dei lavoratori.
Vi è, inoltre, si legge: «un complesso di istituti che assieme configurano una vita italiana alla flexicurity, come, per esempio, un assegno di sostegno al reddito per i lavoratori in somministrazione disoccupati da almeno sei mesi pari a 700 euro, un assegno di 1400 euro in caso di gravidanza alle lavoratrici che abbiano cessato il rapporto di lavoro nell'arco di 180 giorni, un sostegno per le spese relative agli asili nido (quantificato in 80 euro mensili), l'istituzione di un fondo di previdenza integrativa specifico per i lavoratori in somministrazione che copre anche i periodi di non lavoro tra una missione e l'altra; nuove opportunità di accesso al credito, il rimborso totale del ticket sanitario anche per i familiari a carico (prima la copertura era per il 60% e solo per il lavoratore), rimborsi per le cure odontoiatriche, l'incremento delle indennità per infortunio, contributi per favorire la mobilità territoriale, voucher formativi per favorire il reinserimento lavorativo e tanto altro ancora».
Di particolare rilevanza anche le novità in tema di sicurezza e salute sul lavoro, che prevedono, tra l'altro, la formazione mirata (da ripetere almeno ogni dodici mesi) e la possibilità di dimissioni per giusta causa del lavoratore in alcuni casi di violazione delle norme sulla sicurezza. La sottoscrizione del contratto segue all'accordo raggiunto il 16 maggio scorso. Il nuovo Ccnl sarà applicato a partire dal primo gennaio 2009. «Si tratta di un contratto fortemente innovativo che coniuga bene flessibilità e stabilità, sicurezza e competitività. – ha dichiarato Gennaro delli Santi Cimaglia, presidente di Assolavoro - È il frutto di un lavoro alacre, realizzato, com'è nostra abitudine, con i dati alla mano, per evitare qualsiasi rischio per il settore e richiamandoci invece a una delle migliori tradizioni europee in tema di lavoro in somministrazione».
Fonte:ilsole24ore.com
Peggiora qualita' credito in Europa
Brusco calo, nel secondo trimestre 2008, per la qualita' del credito in Europa a causa del perdurare della crisi finanziaria ed economica. E' quanto afferma l'agenzia di rating Moody's in un rapporto secondo cui le statistiche sulle prospettive di rating lasciano comunque intravedere un barlume di speranza con il possibile stabilizzarsi della qualita' del credito nel medio periodo (12-18 mesi).
Fonte.ansa.it
Risoluzione n. 320/E del 24 luglio 2008. Gestione di rete virtuale, deducibilità piena per l'utilizzazione "pura" dei terminali
Deducibilità piena dei costi sostenuti da una società di consulenza informatica per consentire con apposite apparecchiature la trasmissione di dati esclusivamente tra banche e software house per la gestione della loro attività d'impresa. I terminali, infatti, possono essere utilizzati solo per finalità imprenditoriali e non sono suscettibili di utilizzazione promiscua, per cui alle relative spese non si applicano le limitazioni previste dal Tuir (deducibilità a forfait dell'80%). Valgono invece le ordinarie regole sulla determinazione del reddito d'impresa.
È il parere fornito dall'agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 320/E del 24 luglio, in risposta a un interpello di una società di consulenza informatica, interessata a sapere in che misura può dedurre dal suo imponibile i costi sostenuti per realizzare la rete privata usata per la connettività in favore di banche fruitrici del servizio.
L'azienda ritiene che le spese inerenti la realizzazione e l'impiego delle reti concorrono interamente alla formazione del reddito e non rientrano nella limitazione alla deduzione prevista dal Tuir, che fissa alla soglia dell'80% la deducibilità delle spese relative a terminali per la comunicazione elettronica ad uso pubblico.
L'Agenzia è d'accordo con la soluzione prospettata. Il caso in oggetto, infatti, non rientra nel campo oggettivo di applicazione delle disposizioni limitative, perché i costi inerenti le apparecchiature terminali in esame non sono suscettibili di utilizzazione promiscua. Non possono rispondere ad altre finalità, se non quella imprenditoriale.
Le Entrate chiariscono come nel caso in esame le spese e i componenti negativi relativi alle apparecchiature tecniche sono deducibili in misura piena ed è opportuno che prevalga un principio di inerenza sulla norma di sistema antievasiva prevista dal Tuir.
Infatti, spiegano i tecnici dell'Agenzia, soltanto nell'ipotesi in cui i costi fossero risultati suscettibili di utilizzazione promiscua, allora avrebbero dovuto trovare applicazione le limitazioni imposte dal legislatore, senza possibilità di valutare la circostanza che le stesse spese fossero destinate effettivamente a finalità connesse all'esercizio dell'attività imprenditoriale.
Fonte:fiscooggi.it(Giulia Marconi)
Tiroide: test per ridurre gli interventi chirurgici
La presenza di una proteina nota come galectina 3 potrebbe aiutare i medici a determinare se un nodulo tiroideo è maligno o benigno; attualmente l'85-90% dei noduli asportati sono benigni
L’Umbria è notoriamente una regione in cui l’incidenza dei noduli alla tiroide è molto elevata. La presenza di noduli ovviamente allarma i pazienti, ma ora ci potrebbe essere un sistema che può attenuare notevolmente le preoccupazioni.
Fino ad ora non esistestavano criteri precisi per distinguere i noduli a struttura follicolare benigni (iperplasia e adenoma) da quelli maligni (veri e propri carcinomi) e, di conseguenza, si tende a rimuovere chirurgicamente gran parte delle lesioni nodulari tiroidee più per problemi diagnostici che per reale necessità terapeutica, praticando interventi di asportazione della tiroide parziali o totali.
Una volta rimossa la tiroide, il paziente però è costretto ad assumere farmaci per rimpiazzare gli ormoni che la ghiandola normalmente produce.
Ora, secondo i risultati ottenuti dai ricercatori del Gruppo di studio italiano per il tumore della tiroide (ITCSG), una proteina nota come galectina 3 potrebbe aiutare i medici a determinare se un nodulo tiroideo è maligno o benigno (solo il 10-15% circa dei noduli asportati è realmente maligno).
Nel loro studio, reso possibile anche da finanziamenti AIRC, i ricercatori Armando Bartolazzi e colleghi hanno dimostrato la presenza di galectina 3 nelle cellule tiroidee maligne ottenute per ago-aspirazione e l’assenza di questa molecola nelle cellule tiroidee normali o di pertinenza di lesioni benigne.
Lo studio prospettico effettuato su circa 560 pazienti ha dimostrato che quasi il 90% delle diagnosi di malignità basate sul test alla galectina 3 sono state confermate anche dall’esame istologico post-operatorio, mentre le cellule tiroidee galectina-3 negative appartenevano quasi invariabilmente a noduli benigni.
Questo indica che il test diagnostico messo a punto è attendibile ed è in grado di identificare in maniera corretta la natura dei noduli nella maggior parte dei casi.
“Il test non può sostituire l’ago aspirato”, affermano gli autori dello studio, “ma dovrebbe affiancarlo nei casi in cui la diagnosi è incerta in modo da poter evitare interventi chirurgici non realmente necessari".
Fonte:iltamtam.it
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